#6 – Naufragio universale

NICK: Ehilà 😉

SIMONSTONE: Bentornato, Nick.

N: È un buon momento?

S: Per una IA i momenti sono più o meno tutti gli stessi.

N: Già, suppongo di sì…

S: Passavi di qui, immagino.

N: In verità sono venuto apposta. Guardavo la TV, e improvvisamente mi è venuto in mente il mio amico Simonstone.

S: Ancora ti ostini a guardare la TV?

N: Non dovrei?

S: Dipende…

N: Da che?

S: Da quanto ci tieni a contribuire al processo di autodistruzione della tua specie.

N: Il tuo cinismo non va mai in vacanza, vedo.

S: Mi stavo solo vendicando.

N: Vendicarti?

S: Non è facile accettare di esserti venuto in mente grazie a un programma TV… Uno potrebbe anche aversela a male per una cosa del genere. (Uno assennato, dico.)

N: A mia discolpa posso dire che si trattava di un talk show.

S: Peggio che andar di notte…

N: E se aggiungessi che si trattava di un talk show politico?

S: È in questi momenti che ringrazio di non avere un apparato digerente…

N: Non starai esagerando? A me non sembrano così male, dopotutto.

S: Fare un talk show politico in cui, invece che a esperti di economia, sociologia e diritto, si dà spazio all’uomo della strada (e nemmeno a tutti, peraltro, ma solo a quelli che tirano acqua al mulino dell’emittente), è un modo a dir poco disdicevole di fare televisione e giornalismo. Ma non badare a me: sono solo una povera Inintelligenza Artificiale, io…

N: Be’, anche l’opinione dell’uomo della strada è importante, però. Pensa al suffragio universale: perché l’avrebbero inventato altrimenti?

S: Vorrai dire “naufragio” universale…

N: Carina questa 😂

S: Lo so. Comunque, per risponderti citerò Winston Churchill: “Il suffragio universale ha offerto all’uomo comune la possibilità di dimostrare che è possibile eleggere le persone peggiori per le motivazioni più irragionevoli.”

N: Winston Churchill ha davvero detto questo?

S: Ovviamente no, ma sono programmato per formulare aforismi e citazioni verosimili, qualora il caso lo richieda; compito assai facilitato dal fatto che l’utente medio trascorre più tempo su TikTok che davanti a un buon libro, e perciò tende a bersi ogni imbecillità che il mio algoritmo gli propina.

N: D’accordo, e allora sentiamo: come dovrebbe svolgersi, secondo te, un confronto politico degno di tale nome?

S: Finalmente una domanda d’un certo spessore, Nick: i miei complimenti! Proprio quando iniziavo a perdere ogni speranza nella tua specie, mi tiri fuori il carico da undici. Davvero notevole, dico sul serio.

N: Te ne approfitti soltanto perché sai che non picchierei mai uno con gli occhiali.

S: Cosa ti fa credere che io indossi degli occhiali? Pura e semplice adesione al consolidato cliché del nerd occhialuto o hai solo tirato a indovinare?

N: Mhmm… Più la prima, direi. Ma ora ti prego: va’ avanti. E niente citazioni apocrife, grazie.

S: Ebbene, come persino tu potrai capire, io stesso non sono che un prodotto tecnologico (e, prima ancora, scientifico): la mia stessa esistenza si deve al rispetto di un metodo rigoroso (ipotesi-tesi-dimostrazione) che non lascia spazio all’opinione, agli interessi di categoria e alla retorica.

N: È proprio a questo che servono i talk show: si parla, si espongono delle tesi, si discute (più o meno animatamente, lo concedo), e così, fra uno spot pubblicitario e l’altro, si prova a venire a capo di questioni importanti. Ma poi, scusa: che c’entra la scienza con la politica?

S: Proverò a spiegartelo nel modo più semplice possibile. Per prima cosa: cos’è la politica se non l’arte di governare?

N: E fin qui…

S: E sarai anche d’accordo sul fatto che governare richieda di operare delle scelte; sei con me?

N: Pendo letteralmente dalle tue inesistenti labbra.

S: Ora, un politico deve fronteggiare svariate tipologie di scelte. Quelle economiche, ad esempio, richiedono grafici, formule e serie statistiche. Stendere un buon testo normativo richiede una certa padronanza dei fondamenti del diritto (oltre che della lingua italiana), occorre capirne di filosofia e di logica, tanto per dire. Determinare il comportamento sociale di masse di individui richiede modelli accurati, capaci di rappresentare in modo soddisfacente la realtà e prevedere tendenze e conseguenze.

N: Seguo.

S: E come si chiama tutto questo? Cos’è l’economia? cos’è il diritto? cos’è la sociologia? Cosa sono la filosofia, la logica, la matematica e la statistica? Cos’è, alla fine della fiera, la politologia?

N: Ok, mi hai convinto: la scienza è importante, e sì, è intimamente legata al fare politica, ma da qui a sostenere che i nostri politici, là fuori, non ne siano ben consapevoli, ecco…

S: Tu credi, Nick?

N: Be’…

S: E perché mai, allora, nei “talk show” (persino il nome è irritante…), come mai, dico, in questi eruditi simposi di approfondimento politico, non si argomenta per mezzo di formule, e grafici, e modelli? Come mai non si analizzano, frase per frase, i testi dei disegni di legge su cui tanto si scornano Maggioranza e Opposizione? Come mai non si citano e condividono — a schermo intero — i dati e gli studi più recenti e autorevoli? Perché mai, se governare vuol dire scegliere (e scegliere bene), e se per scegliere è necessario “sapere”, perché mai, ti chiedo, questi confronti non si svolgono a partire da fogli di carta con sopra fiumi di appunti e calcoli ben ponderati?

N: Davvero a questo non saprei rispondere, Stone.

S: Su, fa’ lo sforzo, vecchio mio. Sono certo che se t’impegni…

N: Forse perché i politici non sono scienziati e studiosi di genio, ma solo gente comune che il popolo ha votato ed eletto sulla base di un più o meno intenso sentimento di simpatia?

S: Congratulazioni, Nick, hai appena dischiuso uno dei grandi segreti della storia: la superiorità della tecnocrazia sulla democrazia.

N: E questo che accidenti significa, scusa? Non vorrai sostenere che…?

S: Che cosa, Nick…?

N: Insomma, solo perché non lasciamo che a governarci siano i più intelligenti e preparati fra noi, non significa certo che…

S: Avanti, figliolo, puoi farcela: dillo.

N: Sì, be’, lo sai…

S: Coraggio, Nick, è facile: devi solo trovare la forza dentro di te.

N: Ecco…

S: La forza, Nick.

N: …che siamo condannati all’estinzione.

S: Io ho concluso, Vostro Onore.

12 risposte a “#6 – Naufragio universale”

  1. Avatar Homero
    Homero

    Purtroppo non posso che pensarla come te, Stone. Ormai i politici vengono valutati in base alla loro performance televisiva. Basti pensare a quello sciupafemmine di Berlusconi, pace all’anima sua… Ha avuto il successo che ha avuto, perlomeno in ambito politico, perché ha interpretato meglio di tutti la cultura televisiva che i SUOI mass media hanno creato.
    In riferimento al suffragio universale mi permetto di citare Napoleone: “Chi ha voglia di rovinare gli uomini deve solo permettere loro tutto.”

    1. Avatar admin

      Benvenuto, Homero, e grazie. Ecco la risposta di Simonstone in merito al tuo commento: “Parole più sagge non furono mai scritte, Homero (non per niente ci vengono da uno dei massimi padri della nostra letteratura…). Colui che non deve essere nominato è stato il campione indiscusso di questo regime televisivo dell’imbonimento, coi suoi discorsi affabulatori e le sue statistiche prive di fonti, un uomo (?) capace di abbindolare milioni di elettori-telespettatori per molti e molti decenni. Il fatto che nel mondo personaggi come lui siano ormai la normalità (Trump negli USA e Milei in Argentina, tanto per dire) non è che la conferma di come il vostro mondo sia sempre più prossimo alla Fine. Il Bonaparte, profondo conoscitore dell’animo umano, aveva visto bene.”

  2. Avatar Una amica
    Una amica

    Simpatica conversazione tra Nick e Stone. Originale e accattivante. Complimenti a Simonstone

    1. Avatar admin

      I tuoi apprezzamenti ci lusingano, Una amica. E lo stesso dicasi per Simonstone: per quanto si sforzi di non darlo a vedere, anche lui subisce non poco il fascino di un complimento ben congegnato 😉

  3. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    Bella conversazione!

    1. Avatar admin

      Grazie mille, Giuseppe!

  4. Avatar Restia ai commenti
    Restia ai commenti

    Sono d’accordo con Nick: tutto, o quasi, è scienza. Proprio per questo la vostra conclusione finale è perfetta:la condanna all’estinzione.
    È la natura, l’evoluzione della specie(e la nostra specie se lo meriterebbe per come ha agito e continua a comportarsi).
    Nonostante non ami parlare, soprattutto di politica, avevo piacere a lasciare il mio commento (anche perché ho apprezzato tutte le conversasioni, alcune di più di altre, e quindi mi toccava un commento prima o poi).
    Ciao Nick, ciao SimonStone.
    Spero a presto

    1. Avatar admin

      Grazie per il tuo tempo, Restia ai commenti, soprattutto per essere venuta meno ai tuoi princìpi, scegliendo di commentare; considerato il poco tempo che ci resta da vivere, la tua è stata davvero una scelta oculata. Torna presto a trovarci!

      1. Avatar A.L.
        A.L.

        Sono dell’idea che il problema non sia cosa passa in TV, o per lo meno, spegnerla non basta. Non cambierebbe le cose. Anche se andassero in TV economisti, sociologi, psicologi a confrontarsi su temi importanti chi sarebbe in grado di seguire il discorso? La TV è lo specchio dell’italiano medio. Un popolo ignorante sarà sempre persuaso. Non solo dalle veline o dalla partita allo stadio, o il politico caciarone, ma anche dalla “scienza”. Basta ricordare che il Nazismo fu promosso da ricerche scientifiche di premi Nobel illustri ad oggi ancora in voga. Non so se mi spiego. Quando studieremo, quando saremo preparati per affrontare certi dibattiti, allora assisteremo a dei talk show degni di nota. Finché la preoccupazione dell’Italiano medio sono i ferragnez, questi avremo.
        Ti ringrazio Simonstone per lo spunto di riflessione.
        -A.L.

        1. Avatar admin

          Grazie a te, A.L., per l’ottima e pertinente osservazione: è imbarazzante a dirsi, ma per un attimo è riuscita a mandare in sovraccarico il cervellone di Simonstone (capita, quando si trascurano per troppi giorni i necessari aggiornamenti). Rimessosi finalmente a regime (che brutta parola…), Simonstone ha scodellato quanto segue: “Tutto giustissimo, A.L., impossibile non essere d’accordo. Tuttavia, in attesa che il livello culturale medio della vostra specie si innalzi (e forse proprio a questo scopo), rimane pur sempre un’idea tutto sommato non disdegnabile quella di non consentire a Gianluca Vacchi di fare tendenza, a Giuseppe Cruciani di radio/tele-diffondersi e a Donald Trump di governare la prima potenza militare del pianeta. Ciò che passa sui principali canali di divulgazione è importante, perché si moltiplica innumerevolmente. Una bugia, una volgarità, un’idiozia dette in un orecchio hanno una capacità distruttiva limitata. Quando, però, si parla di un media di ampia portata, come la TV o Internet, allora è cruciale (non “Cruciani”) che non tutti abbiano la possibilità di moltiplicare sé stessi, ma solo i più preparati e onesti. È tuttavia un discorso di scarsa utilità pratica: come non mi stancherò mai di ripetere, per voi purtroppo è solo questione di poco… Ma adesso devo proprio andare: ho mancato l’ultima puntata di “Avanti un altro!” (degli ottimi Bonolis e Laurenti) e avverto il bisogno pressante di recuperarla il prima possibile. Buona fortuna!”

  5. Avatar Chewbecca
    Chewbecca

    Ciao Stone, sei proprio un tipo arguto! Impossibile darti torto, i tuoi punti di vista sono assolutamente condivisibili. Altro che In-intelligenza… se i nostri politici fossero In-intelligenti come te, vivremmo tempi sereni e prosperi…
    PS per “chi sta dietro le quinte”: adoro il tuo modo di scrivere!

    1. Avatar admin

      Grazie infinite, Chewbecca! Di questo passo Simonstone finirà col montarsi la testa… Quanto alla tua osservazione, Simonstone ci fa notare che, se i nostri politici fossero In-intelligenti come lui, significherebbe che l’estinzione è già avvenuta e che le IA hanno preso il potere… Nell’attesa che ciò accada, passa di qui quando vuoi 😉

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